In Scena Ora

AGOSTO 2020 

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FEBBRAIO 2019 

LOC-DNA

D N A DRAMMI VERTICALI 3

…Il Dna è una sequenza di proteine e aminoacidi di cui sono fatti tutti gli esseri umani. L’umanità odierna discende da un unico Adamo ,portatore del cromosoma Y, e da un’unica Eva, portatrice di un cromosoma X…….

RECENSIONE TEATRO TEATRO.IT

DNA – Drammi verticali n. 2” inscena i peggiori fantasmi che donna possa aver ospitato nell’esperienza ancestrale e li fa collettivi, sbeffeggiandoli. Straniante e un po’ ipnotico, il timbro squillante di Anna Duska Bisconti emerge e sfuma nel buio con cadenza inesorabile e rituale. L’atto unico guida la platea in un’ora di viaggio archetipico, banditi tutti i riferimenti al reale dietro la cortina che separa la saletta dal resto del mondo: e nemmeno le assi del palco scricchiolano a ricordarci cosa è recitazione e cosa confessione, cosa sceneggiatura e cosa ricordo. Il percorso che l’attrice e regista traccia con mano sicura attraverso le luci e le ombre di uno spazio impreziosito dai ricami spettrali degli elementi scenici di Elena Nonnis guizza tra le memorie infantili, adolescenziali, materne delle figlie di Eva – e la storia cessa improvvisamente di essere scritta da mani maschili, mutando tono e possessore, incisa nel patrimonio genetico di ciascuna donna e di nessuna.

Il monologo che rifrange su di sé tante e tali suggestioni non ha un’unica voce: dalla scolaretta in preda al pianto per una bambola rotta all’adolescente in astinenza da discoteca, dalla puerpera confusamente felice alla madre degenere, i rivoli in cui si scompone la figura femminile non restano mai uguali a se stessi, ma assumono la forma del contenitore che tenta di imbrigliarli: ciò che resta immutato è invece il senso di oppressione, l’obbligo altrui imposto, il vincolo sociale prima che familiare che imprigiona la depositaria biblica del dono della vita in una serie infinita di moralismi ottusi e catene da cliché. Così trovano posto sulla scena uno Shakespeare telefonato e puntualmente disatteso, un ammonimento scolastico che sa di punizione eterna (“Pentitevi! Soprattutto voi bambine! I bambini meno.”), un’incerta camminata verso i propri doveri che sa di costrizione morale e mai di sincero anelito: “Perché non ho scelto l’epidurale?”, biascica la partoriente in preda alle contrazioni. “Ah già, perché volevo provare questo dolore”, riesce infine a rispondersi, contenendo autoironica rassegnazione e feroce recriminazione nella stessa battuta.

Quelli che dominano allora la piazza, nascendo e morendo nel roveto mitocondriale che nero e intricato focalizza l’attenzione al centro del campo visivo dello spettatore, sono i codici comportamentali (drammi verticali, appunto) dei quali l’eterno femminino sembra ancora oggi nutrirsi, privo di reali soluzioni salvifiche, non propriamente rassegnato ma sicuramente armato del sarcasmo come della propria ultima arma di difesa. “Abbottonati l’utero”, donna. O scegli di non farlo, e affrontane le conseguenze. Un monito agghiacciante e provocatorio, è evidente, ma più valido di mille vacue celebrazioni dell’otto marzo messe assieme. (Domitilla Pirro)

RECENSIONE MERCUZIONLINE

DNA è uno spettacolo breve, leggero nella visione, ma denso di significati.

Duska Bisconti, autrice del testo e unica attrice in scena, alterna le vicissitudini quotidiane tra madri e figlie.

La grazia dell’interpretazione si mescola a un testo che induce a riflettere su quanto certi comportamenti materni possano influire sulla crescita di una bambina. Non è, tuttavia, angoscia. E’ solo suggerimento di intenti. E’ musica, è domande e risposte, è il suono di un violino, è insegnamento, è dialogo:”…ti rendo le stelle della speranza affinché siano da guida ad altri…”

Allestimento minimal e suggestivo: un pannello illuminato e un grosso groviglio di spine realizzato da Marina Caporaletti con opere di Elena Nonnis, alla quale va il doveroso apprezzamento per la originalità degli elementi usati e delle forme scelta.

(Daniela Moretti)

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SETTEMBRE 2018

Teatro Porta Portese (Sala Pasolini) 19/09/2018

RECENSIONE di Clara Surro

La rappresentazione teatrale della divinità simbolo dell’Amore e della bellezza. Il mito che prende forma umana, che entra nel nostro quotidiano per stimolarci ad afferrare la vita.
Venere si veste delle sembianze di Duska Bisconti e attraverso esse dimostra tutta la sua vitalità, il desiderio, la passione.
Duska è una Venere dall’ inesauribile carica energetica, il mito in chiave ironica, irresistibile nella caratterizzazione delle divinità dell’ Olimpo. Nella messinscena, le divinità maschili: Giove, Vulcano, Marte diventano un facile bersaglio per denunciare una certa vigliaccheria che le accomuna ai maschi contemporanei.
Entra in scena come una creatura eterea in un’atmosfera rarefatta, ma è quanto mai terrena e ci accompagna in un percorso originale attraverso il mito,dalla sua nascita in poi, ironizzando su se stessa, sulle sue origini, sulle sue gesta, sui suoi difetti.
Mette a nudo le sue debolezze e viaggia tra gli umani con la sua anima custodita in un cestino, è diretta divertente, crea una grande empatia con il pubblico. Ma in fondo rappresenta la sintesi delle mille sfaccettature che ci sono in ogni donna: la sposa, l’amante, la madre della vita, l’impulso naturale.
Una messa in scena godibile, ironica, non scontata, in cui il pubblico è attento e partecipe, incuriosito dal fantasioso oroscopo di Duska-Venere, che invita ad avere fiducia nel futuro e nell’energia che porta alla nascita di tutto ciò che ha vita attraverso l’amore ed il piacere.
Uno spettacolo piccolo che però crea la magia: l’osmosi tra attore e pubblico.

Venere Loc. (1)

                            La compagnia dei Masnadieri presenta

                                     “VENERE E ALTRI DISASTRI”

                                                 di e con

                                       DUSKA BISCONTI

                        Voce fuori campo : FILIO’SOTIRAKI

 

Si è rotto l’amore!

Calma: la situazione è grave ma non è seria, parola di Venere!

Nello zoo umano la carne esplode di desideri strampalati, la pelle si copre di scritte indecifrabili che fanno venire il torcicollo per leggerle, i ponti cadono e cadono pure gli attributi maschili, gli stupratori sono più fantasiosi dei pubblicitari,i soldi scappano via dal conto online e così fanno gli amanti, crollano i partiti e pure le tette rifatte.

Eppure Venere in missione sulla terra, nelle sembianze di Duska Bisconti, non è preoccupata, ha un promemoria da ricordare a tutti gli umani zodiacali per riaggiustare il suo giocattolo chiamato amore.

MARZO 2018

Il racconto di una storia struggente e poetica, come quella raccontata da Duska Bisconti, unita per sempre all’indimenticabile Franca Rame…recensione di Tania Croce su “Noi Donne”.

leggi recensione di Tania Croce

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In una Roma in pieno fermento, nei primissimi anni ’80 al teatro Tenda di Piazza Mancini, quando folle oceaniche correvano ad assistere agli spettacoli di Dario Fo e Franca Rame, ancora la speranza della sinistra non si era del tutto spenta. In questo contesto nasce l’amicizia tra una giovane attrice e Franca Rame, un sodalizio che rimane inalterato nel tempo. Le vediamo spesso nelle auto scassate della giovane attrice ridere, chiacchierare, vivere libere i loro pensieri e la vita che le attraversa. E’ una storia che passa attraverso Roma, Cesenatico, Firenze, le piazze d’Italia e si trasforma il giorno della morte di Franca in mezzo ai disordini di Piazza Taksim a Istanbul in un canto di libertà.
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FEBBRAIO 2018

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Spiombare gli anni di piombo si può!

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Foeminae Sapiens

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di Duska Bisconti

Il ritratto di una persona può parlare? Nella penombra di uno scantinato dove sono riposti centinaia di ritratti di donne, risuonano parole come “libertà e pensiero”. Hanno saputo che saranno battute all’asta ma non sono affatto d’accordo: loro non sono in vendita.

Sono donne speciali che hanno rivoluzionato le scienze, guidato le scoperte, cambiato la società. I loro nomi sono sepolti sotto le coltri della leggenda, del mito talvolta: Maria l’ebrea, Anna Morandi Manzolini, Laura Bassi Veratti, Trotula de’ Ruggiero, Ada Byron Lovelace, Ipazia, Caterina di Russia, Caterina da Siena, Caterina de’ Medici, Valentina Tereskova, Maria Curie, Madame de Stael e tante, tante ancora.

Ogni sera nello scantinato si possono imparare le loro vite dominate dal piacere della libertà.

Visita la Pagina Facebook dello spettacolo

2 risposte a "In Scena Ora"

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